di Giuseppe Ardizzone

Dov’è la propria casa? Qual è il luogo che puoi considerare la tua terra?

Forse, è quello dove riesci a realizzare te stesso ed i tuoi sogni.

Analogamente, nel film, più volte Veronesi fa dire ai suoi protagonisti che la propria famiglia vera è quella che ti scegli e non quella naturale. Capiterà a Sandro (Filippo Scicchitano) dire che   lui il padre non l’ha solo avuto ma l’ha anche scelto, ed è quello che gli ha permesso di venire a Cuba per inseguire i suoi sogni e che ritroveremo insieme a lui a viverli. Lo dice Nora (Sara Serraioco), che ha scelto la sua famiglia a Cuba dopo un incidente in cui rischiava di morire. A maggior ragione, invece, Luciano (Giovanni Anzaldo), che aveva forse dei genitori che lui definisce “illuminati”, sente che quella “luce” non lo riscaldava e non lo illuminava, lasciandogli un vuoto interiore che, nonostante la disponibilità degli amici ad aiutarlo, lo tormenterà sempre.

Se quindi una terra non è adatta e non si interessa più di tanto ai suoi giovani, può essere la propria patria?

E aggiungo, che futuro ha l’Italia se non sarà capace di dare un futuro ai propri giovani?  Se non sarà capace di fondare su di loro la propria crescita?  Se i suoi giovani non desiderano più far nascere delle nuove vite, come risulta dall’attuale crollo demografico?

È questa l’idea del film che Giovanni Veronesi racconta di aver avuto a seguito delle tante testimonianze di racconti di giovani espatriati in cerca di lavoro, raccolte nella sua trasmissione radiofonica.

Il film è dedicato a questi giovani ed al loro desiderio di vita e di realizzazione di sé stessi. Cercheranno in ogni modo di riuscirci anche se in una terra diversa dalla propria, che si dimostrerà difficile, dura e diversa dal paradiso turistico e stereotipato presente nella mente di molti.

 Sarà difficile, certo, riuscire ad andare avanti e Sandro penserà di tornare indietro e lasciar perdere tutto; ma, alla fine, riuscirà a realizzare quello che desidera insieme a Nora ed ai suoi nuovi amici cubani.

L’altro protagonista, Luciano, sarà messo davanti al suo tormento ed al suo lato oscuro. Ne uscirà? Non lo sappiamo; ma, la sua assenza sarà altrettanto presente e viva nel cuore e nella mente dei suoi amici.

Il film ci lascia con l’amaro interrogativo con cui era iniziato: l’Italia non è un paese per giovani?

In ogni caso, Veronesi segue con affetto e simpatia il destino di questi ragazzi, invitandoli a sognare e cercare sé stessi e la propria strada. La propria famiglia, la propria patria ci sarà sempre e comunque sarà quella scelta da ognuno, dove avrà la possibilità di vivere pienamente la propria vita.

 Dal nostro paese molti sono andati via per anni. Il nostro è stato un popolo di emigranti che, con le loro rimesse, mantenevano le famiglie rimaste a casa.

Pensavamo di non dover più assistere all’esodo dei nostri giovani; mentre, per ironia della sorte, ne arrivano molti altri che scappano dai paesi africani e dal vicino oriente.

Bravi e convincenti i giovani interpreti da Filippo Scicchitano a Sara Serraiocco e Giovanni Anzaldo. Bello il brano di Giuliano Sangiorgi “Paradiso meraviglioso”, colonna sonora del film.