di Giuseppe Ardizzone

Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini ci hanno regalato una storia  sul diritto alla vita , alla libertà , all’autodeterminazione,  spesso messe in dubbio, nella nostra società, da un’eccessiva sperequazione sociale che  mantiene in uno stato  di marginalità  troppe persone.

 E’ “Fortunata”  la protagonista femminile  del film a rappresentare pienamente questa ” sfortunata”condizione, giocando abilmente sulle parole.

 Mentre viene sballottata da un capo all’altro della città, per trovare quel minimo di mezzi necessari alla sopravvivenza quotidiana sua e di sua figlia, non sembra godere di alcun diritto e di alcuna possibilità . Al contrario, a valere  sui suoi sogni e sul suo desiderio di emancipazione, ingrassano gli strozzini e le  altre persone con cui entra in contatto.

Quello che nessuno potrà toglierle sono, tuttavia,  il suo amore di madre , la sua antica amicizia e solidarietà con Chicano,  il suo desiderio di vivere.

In questa condizione , lo stesso concetto di giustizia, di “bene” come possono essere applicati  su degli esseri disperati che lottano per la sopravvivenza,  sostanzialmente abbandonati e marginalizzati dalla cosiddetta gente ” normale?

Come possiamo limitarci a condannare i loro errori ,senza preoccuparci di salvare le persone che li commettono , dandogli  un’opportunità di cambiamento?

“Fortunata” non è solo un’elegia della lotta per la sopravvivenza, per il diritto alla vita e la speranza di poterla migliorare;  è anche un film di denuncia sociale,  che sottolinea, senza  retorica,  le difficoltà e la durezza di una periferia e di una marginalità  che vivono accanto a noi e, forse, sono anche il frutto di una società in cui le disuguaglianze sono ulteriormente aumentate .

La periferia romana( Tor Pignattara) è una delle protagoniste del film , insieme alle sue trasformazioni  come, prima fra tutte, l’importante presenza d’immigrati.

Quella stessa periferia che ci fa venire alla mente i film di Pasolini ,con la loro stessa forza ed intensità sia di partecipazione alla vita delle persone che di sottintesa denuncia sociale . “Fortunata” è un film che dimostra la maturità tecnica e creativa della coppia Castellitto Mazzantini,  circondata da un cast di attori  di altissimo livello.

Una  grande Jasmine Trinca  ( Fortunata) insieme a Alessandro Borghi ( Chicano) ,  allo psicologo  Stefano Accorsi , al marito  separato Edoardo Pesce,  ad una ottima  Hanna Schygulla nel ruolo della vecchia madre, ex attrice, ormai fuori di testa di Chicano  e non ultima la brava piccola Nicole Centanni nel ruolo della figlia di Fortunata:Barbara. Commoventi le ultime inquadrature sulle note della canzone Vivere di Vasco Rossi .

Un film duro, intenso e bello !

La pellicola è stata presentata in concorso al Festival di Cannes dove Jasmine Trinca ha ricevuto il premio “Un Certain Regard” come miglior attrice. La stessa ha vinto anche il nastro d’argento 2017  insieme ad Alessandro Borghi come miglior attore non protagonista e ad  Alessandro Rolla per il migliore sonoro in presa diretta.