di Giuseppe Ardizzone

Canticchiando i motivi delle canzoni che ascolta alla radio del suo  Pick Up e fermandosi di tanto in tanto per gustare un panino con il miglior arrosto di maiale degli States, Earl Stone/Eastwood , questo incredibile ma simpatico ottanta/novantenne, percorre le strade degli   USA trasportando  droga agli ordini del “Cartello” . E’ un “ Mule”, un corriere insospettabile che in tarda età, dopo aver dovuto interrompere la sua attività di floricoltore  e rimasto senza casa a causa dei debiti  e del conseguente pignoramento dei beni, ha  trovato un’inaspettata  ciambella di salvataggio in questa  nuova remunerativa  professione.

Racconta Clint Eastwood che non ha voluto perdere l’occasione di essere anche il protagonista del suo film con la possibilità interpretare il ruolo di un personaggio con un’età maggiore della  sua. Eastwood ha infatti solo ottantotto anni;   mentre, il vero corriere della droga ,da lui interpretato, sembra che  avesse  raggiunto i novanta. Si, il film è basato  sulla storia vera di Leo Sharp, un veterano della  seconda guerra mondiale  che negli anni ottanta diventò uno spacciatore e corriere  di droga per  il “ Cartello”. Il tutto fu raccontato dal giornalista Sam Dolnick  sul The New York Times  nell’articolo del  “The Sinaloa Cartel’s 90-Year-Old Drug Mule” .

Nel film Il protagonista viene chiamato Earl Stone  . La sua figura è solo quella di un corriere, senza essere anche uno spacciatore. Il suo ritrovarsi circondato dalla più efferata delinquenza ed il rischio connesso alla nuova attività non lo impressionano più di tanto e continua ad affrontare la vita come ha sempre fatto , cercando di cogliere sempre quello che gli piace, senza curarsi molto delle conseguenze.

In certi momenti  lo spettatore rischia addirittura di compiacersi  del suo modo di fare o di arrivare ad una possibile invidia quando il mitico ottanta/novantenne  si accinge a trascorrere una piacevole notte di passione insieme a due conturbanti ragazze.

Nonostante la generale piacevolezza e la suspense del racconto , tuttavia , la parte più toccante è sicuramente quella legata all’attenzione che il vecchio, scusate , l’anziano  Earl dedica in modo nuovo alla sua famiglia che, in passato, aveva colpevolmente trascurato. E’ questo forse il messaggio più forte che il film vuole trasmetterci: quello di non trascurare mai le persone che si amano e che ci amano, anche se questo accadesse   per le ragioni più importanti o necessarie che vi siano. Non trascurarle mai, assumendosi la responsabilità e accettando anche le possibili conseguenze negative che questo può comportare.

Tra gli interpreti,  oltre a Clint, troviamo anche  Allison  Eastwood  nel ruolo della figlia di Earl Stone, un ottimo Bradley Cooper nei panni dell’ agente anti-droga della DEA Colin Bates  ,  Andy Garcia ( il capo dei trafficanti di droga) e un convincente Ignacio Serricchio nel ruolo di un componente dell’organizzazione del “ Cartello”.

Ancora una volta Clint Eastwood riesce a coinvolgerci nei suoi films che , quando portano il suo marchio, ci garantiscono un livello elevato e sempre meritevole d’attenzione.

Alla prossima Clint.