di Francesco Nicolosi Fazio

(da Venezia Lido)

Le tre stagioni della vita, di donne. Che sono loro stesse la vita. Anche dopo la morte. Dopo il teatro, sconvolgente e spiazzante, dopo il primo film claustrofobico e conflittuale, Emma Dante irradia una solare e vitale energia, che esplode nella coralità del suo film in Concorso ieri a Venezia.
La vita di cinque sorelle viene sconvolta dalla morte  della più piccola, che riappare. Fulcro della vicenda è la casa dei piccioni, che vengono affittati per le cerimonie. Per tornare sempre, in volo. Come le anime per gli scintoisti. Le due anziane sorelle superstiti chiudono la vicenda con il funerale ed il trasloco che, per chi l’ha provato, è la morte delle case.
Il vero cinema fa  recitare gli oggetti, ma anche gli uccelli, nel film fedeli compagni delle sorelle, nella vita e nella morte. Vita che in altri modi si ricompone, come un piatto frantumato.
Struggente ed evocativo, il film di Emma Dante strazia il cuore dello spettatore, come Bunuel l’occhio della capra. Grande cinema, che si arricchisce di una poderosa capacità di teatralizzazione, già enorme sui palcoscenici. Un cast superlativo, che ha dato una straordinaria veridicità alla vicenda. Premiata dal pubblico, in Sala Grande, con dieci minuti di applausi.
Avremmo voluto chiedere ad  Emma Dante se lo splendido kimono, che indossava la sera della prima, fosse un omaggio alla cultura orientale. Le migliori domande sono quelle che non si fanno.
                                                                                           

“Le Sorelle Macaluso” di Emma Dante.
Con: Donatella Finocchiaro, Laura Giordani, Ileana Rigano, Rosalba Bologna, Maria Rosaria Alati, Viola Pusateri, Susanna Piraino, Alissa Maria Orlando , Eleonora De Luca, Serena Barone, Simona Malato, Anita Pomario. Prod. Italia 2020