di Giuseppe Ardizzone

 ‘Ricordatevi di questo, amici miei. Non ci sono cose come le piante cattive o uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori.

Questa  citazione, tratta dall’opera “Les Misérables” di Victor Hugo, sembra racchiudere tutto il significato del film “ I miserabili”,  scritto e diretto da Ladj Ly e basato sull’omonimo cortometraggio diretto dallo stesso regista  nel 2017.

Le contraddizioni e le tensioni presenti negli strati più deboli della popolazione delle nostre città  sono  sicuramente  il terreno da cui prendono vita i fatti di cronaca più cruenti  e le peggiori vicende sociali che ci troviamo ad osservare; ma , senza fare sconti a nessuno, è pur vero che la maggiore responsabilità  ricade  pur sempre sulle spalle delle istituzioni e delle classi dirigenti che amministrano le nostre società.

Quando, come avviene per  la squadra  di poliziotti presentata nel film, non si  riesce  a gestire  in maniera moralmente trainante il territorio che si sorveglia ( pretendendo non solo il rispetto delle regole, ma  operando  altresì nel rispetto delle dignità delle persone) ma ci si accontenta di sopravvivere all’interno di un terreno ovviamente  scomodo e pericoloso, è probabile che prima o poi le tensioni presenti possano esplodere.

 Gli equilibri instabili presenti fra le diverse etnie e religioni, governate normalmente dai loro capi locali e naturali, possono sfuggire di mano in seguito ad un evento imprevisto.

Dopo una prima inquadratura dedicata  alle immagini  della folla di Parigi  che, in un abbraccio collettivo fra le diverse etnie e classi sociali ,  celebra, all’interno  dell’Avenue des Champs  Elysées , la vittoria della squadra francese ai  Mondiali di calcio del 2018, la narrazione si sposta verso il piccolo centro di Montfermeil , a poca distanza da Parigi,  nel dipartimento  della Senna – Saint Denis regione dell’ Ile de France.

 E’ infatti in questa località che  si trova a prendere servizio  l’agente  di polizia  Stéphane Ruiz ( Damien Bonnard), recentemente trasferito a Parigi, in una squadra  della brigata anticrimine, la BAC, insieme  a  Chris ( Alexis Manenti)  che ne è il capo  e il brigadiere Gwada ( Djibril Zonga).

 Il piccolo centro di  Montfermeil,  dove  il regista Ladj Ly  ha ambientato il film,  è proprio lo stesso dove si svolsero gli episodi riguardanti la famiglia Thénardier all’interno del  romanzo “ I Miserabili”  di Victor Hugo. Il richiamo alla sua opera è presente poi anche nel titolo del film e nella frase che lo conclude.

La  giornata  della squadra di polizia trascorre  all’interno dei quartieri più miseri di questo centro  di periferia, controllando specialmente i comportamenti   dei più giovani che, vivendo in condizioni di elevata marginalità, tendono  ad essere devianti.

Nello svolgere  questo ruolo,  il film ci mostra come spesso  i poliziotti tendano ad abusare del proprio potere specie nei confronti delle controparti più deboli . come le donne più giovani e gli adolescenti, mentre si rapportano con  rispetto e sottintendendo la ricerca della collaborazione in cambio del quieto vivere con i vari leaders  presenti all’interno della popolazione. Siano essi delle autorità  semi delinquenziali  come “Il sindaco” ( Steve Tientcheu) o come l’Imam degli islamici  ” Salah” (Almamy Kanouté) o ancora come Zorro ( Raymond Lopez) capo degli zingari e domatore di leoni del Circo.

I veri marginali da controllare rimangono i giovani adolescenti , che non sono ancora in quadrati in un qualsiasi  ordine costituito e operano in maniera deviante ed incontrollata in base al loro istinto di vita  che si oppone inconsciamente  alla condizione di “ miserabili” in cui si trovano a vivere. Sarà uno di loro: il giovanissimo “ Issa”, a scatenare l’inferno , rubando il cucciolo di un leone al capo degli zingari  e domatore di leoni “ Zorro”.

Le situazioni  e la conflittualità generata da questo gesto costringeranno i vari potenti locali a confrontarsi fra di loro e con la squadra di poliziotti , aprendo una crisi che solo in un primo momento sembrerà risolversi  con l’ennesima sofferenza , anche se aiutata e compresa da alcuni  , del giovane “ Issa”.

Quello che invece  accadrà è che quell’ennesima sofferenza accenderà la miccia di una rivolta adolescenziale che coinvolgerà tutti .

 Sia i capi locali , sia le forze di polizia ed in particolare i componenti di  quella squadra anticrimine rischieranno di essere distrutti da una molotov  che il giovane “ Issa”  sta per  lanciargli addosso,  rischiando a sua volta di essere fermato da un colpo di pistola.

E’ una tragedia annunciata che potrà concludersi tragicamente o far nascere proprio a partire da quel momento  una  speranza.

 E’ questa la responsabilità che la vita  cuce addosso a tutti noi che , alla fine , come ci ricorda questo densissimo film , siamo i veri responsabili,  individualmente e con le istituzioni a cui diamo il nostro credito, della qualità della vita della nostra società e dei quartieri dove ancora oggi vivono dei “ Miserabili”.

IL film , presentato al festival di Cannes nel 2019, ha ottenuto il premio della Giuria e successivamente nel 2020  ha ottenuto la candidatura agli Oscar  per il miglior film internazionale  ed il premio César per il miglior film.