di Manjula Apu

Il 2 maggio 1869 a Parigi apriva “Les Folies Bergère”, locale che diventò il simbolo della Belle Époque presentando spettacoli di varietà, operette, canzoni popolari e balletti.

Tra i clienti abituali de Les Folies Bergère vi erano artisti come Toulouse-Lautrec, Edouard Manet, Marcel Proust e Colette.

Tra gli artisti che si sono esibiti al Folies Bergère va annoverato anche Charlie Chaplin.

Nel primo Novecento lavorarono il cantante Maurice Chevalier, che debuttò nel 1909, il comico Raimu che lavorò dal 1910 al 1914, Jean Gabin, uno dei nomi più importanti della storia del cinema francese, che debuttò nel 1922 a soli 18 anni.

L’ambiente alla moda della Parigi borghese del tempo venne ritratto da Manet in uno dei suoi più famosi quadri il bar delle Folies Bergère.

 Egli scelse infatti proprio questa ambientazione per dare immagine al realismo quotidiano impressionista, ai colori suggestivi e soprattutto ai riflessi dello specchio dietro al bancone.

Il quadro rappresenta l’ambiente del bar del locale con una barista in primo piano e sullo sfondo l’ambiente affollato di persone che aspettano di essere servite o sorseggiano da bere.

La ragazza in primo piano ha l’aria triste e stanca e la tipica luminosità impressionista rende ancora più particolari i colori del quadro. L’autore in realtà non dipinse il quadro in loco ma nella sua stanza, però da cliente abituale aveva ben impresso quell’ambiente avanti agli occhi.