di Manjula Apu

Ricordando il grandissimo Jack Lemmon che ci lasciava il 27 giugno 2001.

Nasceva a Newton, l’ 8 febbraio 1925, è stato un attore immenso, dotato dalla capacità di temperare gli effetti comici con sfumature drammatiche, di passare con la massima naturalezza da toni paradossali e ritmi esasperati e nevroticamente grotteschi a un più complesso approfondimento psicologico. Seppe conferire ai suoi personaggi una profonda umanità, ma anche una disarmante tenerezza, una vulnerabilità spesso rovesciata in un’improvvisa possibilità di riscatto.

 Billy Wilder, regista con il quale lavorò a lungo e che ne apprezzò profondamente le capacità professionali e umane, riteneva che sul suo volto si poteva scatenare un conflitto basato su elementi di forte pregnanza comica e/o drammatica, possibile soltanto in un attore dalle sue potenzialità mimetiche. Fu lo stesso Wilder che, dopo averlo convinto a indossare abiti femminili in “Some like it hot (1959; A qualcuno piace caldo)”, ne valorizzò lo spessore drammatico; un sodalizio artistico durato ventidue anni e forte di valide performances quali “The apartment (1960; L’appartamento)”, “Irma la douce (1963; Irma la dolce)”.

 Nel 1956 ottenne l’Oscar come miglior attore non protagonista per “Mister Roberts (1955; La nave matta di Mr. Roberts)” di John Ford e Mervyn LeRoy. Nel 1974 ,invece, fu premiato con l’Oscar come protagonista per “Save the tiger (1973; Salvate la tigre)” di John G. Avildsen. Vinse inoltre per due volte il premio come miglior attore al Festival di Cannes, nel 1979 per “The China syndrome (Sindrome cinese)” di James Bridges e nel 1982 per “Missing (Missing ‒ Scomparso)” di Constantin Costa-Gavras; mentre, nel 1992 ottenne la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia per l’interpretazione in “Glengarry Glen Ross (Americani)” di James Foley. Nel 1988 l’American Film Institute gli aveva assegnato il Life Achievement Award, celebrandone la lunga e fortunata carriera.

Con Walter Matthau ha dato vita ad uno straordinario sodalizio artistico, iniziato con “Non per soldi… ma per denaro (1966)”, diretto da Billy Wilder e proseguito con “La strana coppia (1968)”, “The front Page (Prima pagina 1974)”, “Buddy Buddy (1981)” e in seguito con “Due irresistibili brontoloni (1993)”, “That’s Amore – Due improbabili seduttori (1995)”, “Gli impenitenti (1997)” e “La strana coppia II (1998)”. Inoltre, i due apparvero, sebbene in scene diverse, nei film drammatico ” JFK – Un caso ancora aperto (1991)” e “Storie d’amore (1995)”.

Nel 1971 esordisce alla regia con “Vedovo aitante, bisognoso affetto offresi anche babysitter”, con protagonista proprio Walter Matthau.