di Giuseppe Ardizzone

Wes Anderson ha scritto, diretto e prodotto il film ” The French Dispatch” ( 2021) ispirandosi al suo amore per la rivista “The New Yorker” , nata nel 1925 che pubblica saggi, narrativa , reportage e commenti su aspetti della vita politica e sociale.,poesia , vignette ed altro. Un amore quindi per un giornalismo di riflessione , una platea di autori che ci raccontano le loro riflessioni sugli argomenti che li interessano e di cui sono partecipi. La storia ideata dallo stesso Anderson con Roman Coppola , Hugo Guinness e Jason Schwartzman ci narra di una rivista, il ” French Dispatch” , creata dal suo direttore Arthur Howitzer Jr.,( interpretato da Bill Murray), con sede in Francia e precisamente a Ennui-sur-Blasé, come supplemento settimanale del giornale “The Evening Sun ” di Liberty ( Kansas) di proprietà del padre.
Arthur Howitzer Jr. riesce così a staccarsi da un possibile ruolo prefigurato all’interno del giornale per restare libero in Francia, dove si trovava in vacanza, e realizzare questa rivista , avvalendosi della collaborazione dei migliori giornalisti stranieri del tempo , per parlare di politica mondiale, arti e varie storie di “umano interesse”.
La narrazione del film si svolge contemporaneamente su due piani : da un lato ci mostra la redazione della rivista intenta a preparare il suo ultimo numero contenente i migliori articoli pubblicati nel corso della sua esistenza ed un necrologio dopo la morte improvvisa del fondatore Arthur Howitzer Jr. , così come disposto dallo stesso nel testamento, dall’altro ci parla dei temi narrati in quegli articoli e del modo in cui sono stati realizzati dagli stessi autori.
Gli articoli realizzati e inseriti nell’ultimo numero della rivista diventano in questo modo le storie narrate dal film nel corso della sua rappresentazione.
La prima è quella de “Il giornalista del ciclismo ” dove lo scrittore Herbsaint Sazerac ( interpretato da Owen Wilson) ci conduce in bicicletta in un giro della città di Ennui , soffermandosi sulle diverse strade e quartieri della città, cogliendone le particolarità e confrontando la loro evoluzione nel corso del tempo. La seconda storia, “Il capolavoro concreto” ,ci viene raccontata dalla giornalista JKL Berensen ( Tilda Swinton) che nel corso di una conferenza presso una galleria d’arte ” Clampette” descrive la carriera artistica di Moses Rosenthaler ( Benicio Del Toro) :un personaggio mentalmente disturbato e dal carattere violento che esplode artisticamente come pittore moderno, dopo essere stato rinchiuso in carcere per omicidio, grazie alla relazione passionale con la bella Simone (Léa Seydoux) , suo agente carcerario. La storia è in parte ispirata da “The Days of Duveen”, un film in sei parti del New Yorker sul mercante d’arte Lord Duveen .
La terza storia “Revisioni a un Manifesto” ci viene raccontata dalla giornalista Lucinda Krementz ( Frances McDormand) che ci parla di una protesta studentesca scoppiata nelle strade di Ennui di cui il giovane Zeffirelli diventa il simbolo . Lo stesso ( interpretato da Timothée Chalamet),autore del manifesto della protesta, è un romantico giovane studente rivoluzionario che verrà ucciso mentre tentava di riparare una piccola torre radio che fungeva da stazione della radio pirata degli studenti. Anche questa storia è ispirata da un articolo in due parti ” Gli eventi di maggio: un taccuino di Parigi” apparso su ” The New Yorker” a firma di Mavis Gallant ed incentrato sulle proteste studentesche del maggio 68.
L’ultima storia raccontata è ” La sala da pranzo privata del commissario di polizia” -In questa il giornalista televisivo Roebuck Wright ( Jeffrey Wright ) racconta i fatti intervenuti durante la sua partecipazione ad una cena privata con il commissario delle forze di polizia di Ennui, preparata dal tenente di polizia- e grande slash-chef Nescaffier. La cena viene interrotta dalla notizia del rapimento del figlio del commisario ed il giornalista descrive la successiva evoluzione dei fatti .
Tutta la narrazione del film si avvale di una bella fotografia , curata da Robert D. Yeoman , che riesce a trasportarci nella giusta ambientazione delle scene . Le riprese si sono svolte nella città di Angoulême, in Francia. Molto piacevole anche la colonna sonora curata e composta da Alexandre Desplat e personalmente ho molto gradito rivivere delle sensazioni giovanili, ascoltando fra i diversi brani proposti, il vecchio successo “Aline” di Cristophe nella versione di Jarvis Cocker.

Anderson si è avvalso per la realizzazione della sua opera di un cast di attori eccezionale. Oltre ai già citati Benicio del Toro , Tilda Swinton , Léa Seydoux , Frances McDormand , Timothée Chalamet , Jeffrey Wright , Bill Murray e Owen Wilson mi piace segnalare anche la presenza di altri grandi attori come Adrien Brody , Lyna Khoudri , Edward Norton , Willem Dafoe ,Henry Winkler , Mathieu Amalric , Stephen Park e Saoirse Ronan.
Wes Anderson ci ha regalato un altra gradevole opera cinematografica di livello.