di Giuseppe Ardizzone

C’è il sole , c’è il vento, c’è il mare e questo è un buon posto per la sepoltura del giovane Hamed !
Un posto dove gli sarebbe piaciuto stare, immerso nella vita che amava e verso cui correva a bordo di quello scooter con cui ti ha incontrata, morendo.
Si dice che ogni morte non considerata e compresa lasci un vuoto incolmabile nel mondo. Solo occupandosene, fino ad una decente sepoltura del corpo di Hamed( giovane immigrato senza una vera identità , solo e abbandonato) il brillante avvocato Camilla Corti chiuderà anche il vuoto lasciato dalla morte della giovane sorella , il cui corpo era stato ritrovato nel fiume dopo essere stata sbattuta fuori di casa a causa di un violento litigio con il padre ,di cui in qualche modo lei si sente responsabile per non averla aiutata.
La sua vita ordinata , efficiente e di successo, che l’ha portata a raggiungere lo status di importante avvocatessa d’affari , nasconde un profondo vuoto interiore ed un senso di colpa che l’hanno portata a vivere sempre senza farsi molte domande e cercando di essere al top delle prestazioni richiestele. In realtà, questo suo modo di vivere non le ha mai lasciato un vero spazio per cercare di capire quello che veramente ama, consentendole di dedicargli lo spazio ed il tempo principale della sua vita.
Silvio Soldini, regista del film, ci racconta una storia che scava sotto quella che può essere l’immagine di una vita ordinaria di successo in quella Milano “bene” che durante gli anni ’90 era diventata quasi il simbolo di quello che doveva essere la nuova società italiana, fondata sull’efficienza , la produttività , il successo.
Oggi tutto questo è lontano !
La nostra società attuale si dibatte nelle sue profonde contraddizioni che lasciano senza fiato le nuove generazioni ed il film di Soldini cerca di riportarci sulla strada dell’attenzione verso quelli che sono i momenti fondamentali di una vita, partendo da quel numero 3/19 che indica il terzo corpo di un defunto non identificato nel corso dell’anno 2019 , giacente nell’obitorio di Milano.
Tutta la storia si diparte da quel corpo per iniziare un percorso di ricerca della sua e della nostra stessa identità.
Kasia Smutniak, nel ruolo dell’avvocato Camilla Corti riempie con la forza e l’intensità della sua interpretazione lo schermo davanti a noi . Molto bravo anche Francesco Colella nel ruolo di Bruno ( direttore dell’obitorio).
Una segnalazione merita anche Caterina Forza nel ruolo di Adele , la figlia di Camilla , Paolo Mazzarelli (Maurizio) e Antonio Zavatteri ( Steve) .
Soldini è stato coadiuvato nella realizzazione della sceneggiatura da Davide Lantieri e Loredana Leondeff con cui ha già lavorato in numerosi film tra cui il bellissimo ” Pane e tulipani” (1999) .Gradevoli le musiche originali composte da Gianluigi Carlone .