di Giovanni De Sio Cesari

Il caso Cospito  è stato strumentalizzato dalla politica, meglio  dalla  propaganda politica, scatenando accese polemiche senza vero contenuto  che in qualche modo hanno  oscurato il problema   su cui verte la discussione , di per se non banale o  di poco conto come invece  le polemiche scatenate.

Si sono avute fra i partiti accuse opposte   ma tutte, a nostro parere,  cavillose e inconsistenti.  

Donzelli, esponente di FdI,  ha accusato i parlamentari PD,  che erano andato a visitare nel carcere Cospito e quindi anche altri condannati per mafia  condannati al 41 bis, di essere  dalla parte degli  anarchici e addirittura della mafia , una specie di connivenza di fatto. L ‘accusa è priva di ogni fondamento perché giuridicamente esiste un diritto ( dovere, diremmo pure) dei parlamentari di occuparsi delle carceri per verificare che i limiti di umanità  previsti dalla costituzione (  e dalla  coscienza morale) non siano superati. Ovviamente, i condannati  e quindi anche i boss mafiosi  hanno piacere che  qualcuno si occupi di loro, indubbiamente ; ma, questo non significa che i parlamentari che fanno visite alle carceri ( famosi fra questi i radicali fin dai tempi di Pannella) siano dalla loro  parte o addirittura conniventi: controllare che non si superino certi limiti giuridici e soprattutto morali e umanitari   è tutta altra cosa.

Anche prive di fondamento sono  apparse le accuse rivolte a Donzelli  di aver commesso un fatto illecito, addirittura un reato,  in quanto avrebbe reso pubblici elementi segreti o riservati  intralciando quindi indagini  giudiziarie. Ne è nata una polemica cavillosa, in perfetto  giuridichese, sulla  natura segreta o riservata  o meno  dei documenti il cui contenuto  sarebbe stato divulgato. Non entriamo in queste diatribe su cui si aperta anche la solita  inchiesta giudiziaria che durerà, presumibilmente per anni.

 Il punto fondamentale ci pare che in effetti niente è stato divulgato che già non fosse non solo noto ma anche soprattutto ovvio, scontato. Infatti Donzelli   ha riferito  che i condannati per mafia , che con  Cospito dividono il 41 bis e quindi gli unici che possono parlagli, lo hanno incoraggiato a continuare la lotta  contro la comminazione del 41 bis non solo a lui stesso ma per la abolizione stessa di esso. Sarebbe  stato ben strano  il contrario !!! E dove sarebbero  questi segreti , questi fatti riservati: non si è mica parlato di alleanze operative fra mafia e anarchici !?!

Ma in  politica si colgono tutte le occasioni  che possono  essere vantaggiose: il sistema funziona cosi  ed è bene, direi pure, che sia cosi. Ma noi vogliamo qui occuparci del caso  vero, effettivo non delle strumentalizzazioni  politiche.

Vediamo innanzi tutto quali sono i reati di cui è stato riconosciuto colpevole Cospito.

Nel 1991 fu condannato per renitenza alla leva; ma, dopo qualche mese, graziato dal Presidente della Repubblica.  Nel 2012 con un complice ferì  alle gambe un dirigente della Ansaldo. Arrestato dopo qualche mese di indagine insieme al complice fu condannato a 10 anni. Mentre scontava la pena è risultato che era responsabile insieme a una complice dell’attentato alla  scuola allievi carabinieri di Fossanova del 2006.  Condannato a 20 anni,  in seguito nel giudizio di appello è stata riformulata  l’accusa come attentato terroristico passibile di ergastolo ostativo e la corte allora ha rimesso gli atti alla Corte Costituzionale per avere un  parere sulla  compatibilità fra questa pena e un attentato senza  vittime 

il 5 maggio 2022 gli è stato anche inflitto il 41bis per i continui messaggi che inviava agli anarchico. Il 20 ottobre Cospito ha allora iniziato uno sciopero della  fame  contro non solo l’applicazione a lui del  41 bis ma anche contro questa misura in generale  Vi sono state allora manifestazioni  violente,  vari attentati dimostrativi con solo danni materiali senza vittime,  anche all’estero.

 A questo punto è nato un movimento di opinione, rilanciato mediaticamente  anche dal  giornalista Mentana, per verificare se veramente il 41 bis fosse giustificato

Il ministro in carica ha ricevuto pareri diversi dalla procura di Torino e dalla antimafia  e ha confermato il 41 bis in attesa di altre pronunce : Cospito  ha continuato lo sciopero della fame ed a un certo punto è stato trasferito al carcere di Opera, una struttura più idonea   per l’aggravamento  delle condizioni di salute, ma pur sempre in applicazione del  41 bis e mantenendo ancora il digiuno ( fino a oggi, 19 febbraio 2023).

La questione sollevata da Mentana e altri riguarda l’applicazione del 41 bis a Cospito:  il punto centrale del discorso é che  il 41bis non ha lo scopo di aggravare la pena ma solo di impedire che il capo mafia possa continuare a gestire gli affari mafiosi dal carcere stesso: si ricorda il caso clamoroso di Cutolo.
Il problema si è posto per Cospito perché a molti è sembrato che non fosse paragonabile a un capo mafioso perché non avrebbe una organizzazione vera e propria da gestire, da dirigere e quindi il 41 bis sarebbe ingiustificato, un aggravamento della detenzione non previsto dalla leggi
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Si nota pure  che non ci sono terroristi né di di destra né di sinistra al 41bis.

La questione non è quanto sia colpevole e cattivo  Cospito ,  ma la sua capacità di dirigere una organizzazione delinquenziale.  Se  Cospito avesse ucciso nell’attentato 100 carabinieri questo non  giustificherebbe  il 41bis , ma se Cospito non ha  né ferito né ucciso nessuno potrebbe avere invece il 41bis se organizzasse gruppi anarchici dal carcere.

Il 41 bis, serve per impedire che un detenuto dal carcere ordini e organizzi atti delinquenziali : ma se si tratta di generici inviti alla lotta armata allora non sarebbe giustificato.


Non ci pronunciamo  se Cospito abbia o meno un ruolo di organizzatore di gruppi anarchici ma questo sarebbe il problema di cui discutere seriamente.
Invece accade che la propaganda politica si serva del caso per i suoi fini: accade sempre , niente di nuovo
.

Certo si può dire che è la magistratura che deve decidere ma i movimenti di opinione nascono proprio quando appare che i magistrati non abbiano bene giudicato:  nel caso  in questione un certo numero di persone crede che il 41 bis sia ingiustificato.

Altro problema è l’esistenza stessa del 41bis. In realtà, se è vero che il suo  scopo non è di inasprire la pena, esso l’aggrava e di molto :non per niente viene comunemente chiamato carcere duro(mi ricorda il conte di Montecristo).
Per questo motivo  vi è sempre stato un movimento di pensiero contrario che lo considera incostituzionale e comunque inumano. Io penso però che è stato il modo più efficace per stroncare i poteri dei capi mafia: anche nelle democrazie vi sono gli stati di eccezione, come si dice comunemente.
Preferisco che un Brusca faccia un carcere più duro che altri vengano uccisi per suo ordine; ma, altri sono di opposto parere.
Credo pure che il fatto  che non ci siano terroristi né di destra né di sinistra al 41bis  dipenda dal  fatto che è stato introdotto dopo e che ormai quelle organizzazioni non ci sono più. Si sono dissolte da decenni
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Altro problema è la valutazione dell’attentato alla caserma da cui nasce tutta la vicenda
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 La corte ha giudicato che le  due bombe esplose vicino a una caserma-scuola erano state messe , una per attirare e la seconda per uccidere quelli che erano accorsi, in stile medio orientale. Se non ci sono stati morti è stato solo un caso ma non si trattava di una bomba dimostrativa. Cospito, invece, sostiene che non si voleva ferire né uccidere nessuno e che per questo le bombe erano a basso potenziale.
Non si tratterebbe quindi secondo la corte  degli anarchici comuni che blaterano semplicemente sulla abolizione di ogni autorità e fantasie del genere.
Nell’800 gli anarchici fecero strage di uomini politici, ricordo solo Umberto I e l’ imperatrice Sissi: non è che questi vogliono riprendere quella tradizione?
Che si tratti allora di un errore giudiziario? Ma è cosa diversa dal problema che si sta dibattendo, che riguarda la pericolosità  del soggetto  non della sua colpevolezza che viene data per scontata,  secondo la sentenza dei magistrati
.

Non sono mancati anche in questo, come un pò in tutti i casi , quelli che hanno gridato al complotto.

Secondo alcuni, ad esempio Mentana ,avrebbe indotto, consapevolmente o meno, a montare una  campagna di distrazione di massa.

Come al solito, quindi i poteri forti, super ricchi, politici, 007, magari pure qualche cardinale si sono riuniti e hanno mandato a Mentana l’ordine di creare un diversivo alla gente che protesta per le bollette.

Ma che scempiaggini! Ma via siamo seri…!
E poi perché mai la gente dovrebbe dimenticarsi delle bollette per appassionarsi a Cospito?

La spiegazione è chiara ed evidente: Mentana si è fatto portavoce dei molti che considerano immotivato il 41 bis per Cospito, che sarebbe l unico non mafioso a esserne colpito.
Si può essere d’accordo o contrari, certamente, ma gridare al complotto mi sembra patologico
.

La  soluzione del caso Cospito è inoltre complicata dal  fatto che vi sono scontri e manifestazioni di piazza di anarchici , in verità sparute minoranze.

 A molti sembra quindi che una soluzione favorevole a Cospito possa essere interpretata come una resa dello Stato,  come un cedere  alla violenza . Lo stesso digiuno del condannato può essere inteso come una pressione indebita sulla giustizia: non è che se qualcuno digiuna, fino  magari alla  morte, può ottenere quello che la giustizia non può concedere. Magari un boss mafioso potrebbe minacciare anche lui il digiuno. Al caso personale  e umano si sovrappone quindi una questione politica  e magari può avvenire che la giustizia,  l’umanità per il condannato,   possa  essere soverchiata dall’esigenza politica di mostrare che lo Stato è forte e non si fa intimidire.