hollywood

di Giuseppe Ardizzone

Con il suo nuovo film ” C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time in… Hollywood) Quentin Tarantino ci porta nella Los Angeles del 1969, raccontandoci una storia che ruota attorno all’industria cinematografica di Hollywood.

E’ un momento di cambiamento nella vita della società americana, che non lascia indenne neanche il mondo fantastico del cinema e della televisione, imponendole un mutamento dei temi trattati e dei personaggi  e sottoponendola, in qualche caso, ad un impatto violento come fu quello dell’omicidio di Sharon Tate e di alcuni amici , nella sua stessa casa  di Cielo Drive a Beverly Hills, per mano di alcuni componenti della Manson Family ( una comune o meglio una setta di persone che ruotavano  attorno alla figura fascinosa ed inquietante di Charles Manson).

Tarantino riesce a riportarci indietro nel tempo ricostruendo, meticolosamente, gli scenari degli Studios   e dell’atmosfera della Los Angeles del 1969.

In particolare, l’intervento più difficile è stato quello di riportare indietro, all’immagine che aveva nel 1969, un segmento di Hollywood Boulevard, lungo sei isolati. Il tutto, intervenendo sulle facciate degli edifici, ricostruendone l’aspetto con insegne e manifesti di quel periodo. Operando ancora sui marciapiedi e sulla strada riempita di auto d’epoca.

Accanto a questo, è stata importante la scelta della colonna sonora, densa di pezzi musicali come The letter di Joe Cocker, Victorville Blues degli Harley Hatcher Combo, Soul Serenade di Willie Mitchell, Out of Time dei Rolling Stones, Straight Shooter e Twelve Thirty (Young Girls Are Coming to the Canyon) dei The Mamas & the Papas ed altri ancora.

Il racconto segue le vicende di un attore televisivo e della sua controfigura che desiderano entrare nell’industria cinematografica Hollywoodiana. Rick Dalton, interpretato da Leonardo di Caprio, è l’attore protagonista della popolare serie televisiva western Bounty Law; mentre, Brad Pitt, nei panni di Cliff Booth   è, invece, da oltre dieci anni la sua controfigura e il suo miglior amico.

Tarantino riesce a delineare in maniera soddisfacente la peculiarità del carattere dei due personaggi, i loro punti di forza ed i loro problemi, mentre scorrono le immagini del racconto. Accanto a loro, s’intrecciano momenti della storia dei vicini di casa di Rick Dalton: i coniugi Polanski. Dalton, infatti, per accostarsi il più possibile al mondo di Hollywood, aveva comprato un’abitazione nella località di Cielo Drive a Beverly Hills, dove da poco erano venuti ad abitare anche i Polanski, che vivevano un momento di grande celebrità cinematografica.

Il racconto continua fra delusioni e successi, fra cambiamenti e situazioni nuove, accettate anche se non desiderate, e con la descrizione del saldo rapporto di amicizia fra Rick e Cliff.

Anche Hollywood in quegli anni sta cambiando e un personaggio, come quello che Rick è solito interpretare, stenta a trovare spazio nel nuovo cinema americano. Sono momenti difficili che mettono a dura prova la carriera di Rick e Cliff.

La musica della West Cost, la droga diffusa, il fumo, le comunità Hippies, la cultura alternativa nate anche come risposta della gioventù americana alla guerra del Vietnam, al contrasto nei confronti della parte più conservatrice della società americana, come sbocco del movimento dei diritti civili   di quello studentesco, sono sottintese nel film come forze determinanti il cambiamento, restando, tuttavia, marginali all’interno del racconto.  Tutto questo, anche se poi l’impatto con una delle comunità più settarie e, in qualche modo, ” malate” di quel mondo sarà devastante.

In realtà, Tarantino smorza la forza di questo impatto, sentendo il bisogno di modificare i fatti realmente avvenuti per dare una chance di successo ai due protagonisti della sua storia: Rick e Cliff. Essi sono infatti capaci, come gli eroi dei suoi film, di realizzare, anche grazie all’uso deliberato ed efficace della violenza, un sentore del classico ” lieto fine”.

Il racconto realizzato da Tarantino per legare insieme la vita dei protagonisti con l’ambientazione e la ricostruzione storica di quel periodo di Hollywood e dei tragici fatti che l’hanno interessata, è forse la parte più deludente e meno avvincente del film

Uscendo dalla sala cinematografica, siamo portati a chiederci se Tarantino abbia voluto realizzare un documentario personalizzato su quell’epoca o una storia che, alla fine, purtroppo, non è riuscita a toccarci l’animo.

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